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Per quanto siano inflazionate le immagini dell'autunno giapponese, è difficile non innamorarsene. Questo rosso da knockout mi ricorda l'incantevole duello autunnale del film cinese Hero (di Zhang Himou), un capolavoro altrettanto irresistibile. |
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Un angolo silenzioso in un tempio di Kyoto, dove è possibile trovare ancora il Giappone tradizionale. |
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"Light up" a Kyoto. Purtroppo non è possibile visitare i templi giapponesi dopo le 17. Ma d'autunno alcuni restano aperti anche di sera, offrendo atmosfere fin troppo curate, ma indubbiamente suggestive, specie sotto una silenziosa pioggerella. |
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Lanterne in un tempio di Nara, una delle mete nipponiche più quotate per i templi e i musei, dove sono esposte statue di rara bellezza. |
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Tokyo è un tripudio di specchi. Ma lo specchio è anche oggetto ultimo presente nei tabernacoli dei templi. Mi chiedo cosa veda la città nei suoi specchi, come un pellegrino al culmine della sua ascesi. |
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Finita la guerra, era troppo costoso interrare i cavi elettrici. Così sono rimasti da allora, a formare una ragnatela di fili e contatori che farebbero rabbrividire i nostri urbanisti ed elettricisti. Eppure trovo che aumentino il fascino di Tokyo. |
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I locali e i passaggi sotto le ferrovie sono un affascinante mondo underground, che ha ispirato lo stile cyberpunk di animatori come Katsuhiro Otomo e Koji Morimoto. |
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Mi intrufolo in un vecchio scalo merci nella baia di Tokyo, un meraviglioso ammasso di vecchi attrezzi e motori, gru e catene. Un luogo che pare abbandonato dall'uomo all'improvviso e diventato da decenni la dimora della strega della ruggine. |
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Per trovare luoghi ruvidi e arrugginiti basta andare all'affascinante mercato del pesce di Tsukiji, un immenso e movimentatissimo padiglione che sembra appena uscito dal dopoguerra. |
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Un semaforo circolare a Shinjuku. Per i problemi di traffico e di spazio, a Tokyo non si lascia l'auto per strada, ma solo nei parcheggi, quasi tutti interni agli edifici. Non si può acquistare un auto se non si può dimostrare di avere un posto dove parcheggiarla. |
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Una svastica buddista in un tempio di Asakusa a Tokyo. Che peccato che si sia perso il significato della parola sanscrita, traducibile come "portafortuna". |
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Il più grande cimitero del Giappone, sul monte sacro Koya-san, è un luogo davvero mistico. Migliaia di antiche lapidi si ergono sotto altissimi cedri secolari, fino al mausoleo di Kobo Daishi, dove brillano 10.000 lanterne. Daishi fu il monaco che importò il buddismo esoterico Shingon in Giappone nel IX sec. |
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Un vecchio edificio in stile occidentale nel moderno porto di Yokohama. Non è raro imbattersi in questi edifici. La stazione di Tokyo, per esempio, è una copia di quella di Amsterdam. |
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L'avvenieristico molo per le navi da crociera al porto di Yokohama è piccolo gioiello architettonico ricoperto di legno ed erba vera, anche se gli insetti che movimentano i prati si tengono alla larga. |
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