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Domenica mattina, festa all'università di Shinjuku. Tantissimi giovani con vestiti stravaganti e musica underground. Tokyo è un mix sorprendente di sapori e colori per noi impensabili. E questi sono i colori di Tokyo.

Al Yoyogi Park a Shibuya, il quartiere dei giovani, è facile imbattersi nei cosplayer, giovani che si divertono a mascherarsi dai propri personaggi preferiti.

 

 

 

 

 

È un cosplayer o è vero?

Nonostante in Giappone si ami impacchettare rigorosamente cose e persone, c'è anche molta libertà nel vestirsi. Quest'uomo infatti non è un cosplayer...

Shinjuku. Nascosta nella la foresta di moderni grattacieli c'è un'antica viuzza trabordante di minuscoli ristoranti arrugginiti che esplodono di vita non appena cala la sera.

Per quanto piccoli siano, nelle pasticcerie o ristoranti, tutto viene sempre cucinato sul posto. Una gustosissima tradizione che fortunatamente non è ancora stata sacrificata in nome delle più rigorose norme igieniche.

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Oltre le pale di un logoro ventilatore di una cucina, trovo lo sguardo di questa donna, probabilmente immigrata. Perché è così triste? Ogni ragione potrebbe essere una storia misteriosa. La risposta, però, non la saprò mai.

 

 

 

 

 

 

Guardare fuori dal finestrino, come fanno i bambini, perché tutto è nuovo: i grattacieli, i ponti, le persone e il cibo. Ho vissuto così per un mese. È un po' come rinascere. Portare a casa questo sguardo è un piccolo tesoro.

Una quieta merenda a 240 metri di altezza, in cima alla Mori Tower. Uno dei posti più spettacolari e rilassanti di Tokyo.

 

 

 

 

 

 

 

Musiche e balli tradizionali a Odaiba. Queste cantanti stanno aspettando l'accendersi delle luci che segnerà l'inizio della loro esecuzione.

 

 

 

 

 

 

Al Yoyogi Park ci sono molti giovani dediti alle loro passioni. Dalle rock band, ai fan di Elvis, dai karateka alle eleganti performer come questa.

 

 

 

 

 

 

In Giappone si è pagati per otto ore al giorno, ma si resta al lavoro molto oltre, per non fare brutta figura. Spesso si deve uscire coi colleghi e si torna a casa di notte. Cosa ne resta della famiglia?

I ritmi di vita del Giappone non perdonano. Niente di più facile che vedere persone crollare dal sonno ovunque, soprattutto in metropolitana.

Donne al lavoro in un tempio buddista sul suggestivo Koya-san, uno dei monti più sacri del Giappone.

La madre del sacerdote, una grintosa ottantasettenne, imparò bene l'inglese all'università Tokyo, venendo però malvista perché all'epoca studiava la lingua del nemico. Fu il suo unico viaggio in un'intera vita trascorsa su questi monti, lavorando indefessamente. Vorrei tornare indietro nel tempo e farla viaggiare per tutto il mondo.

Le donne in Giappone sono ancora fortemente discriminate sul lavoro. Anche quando sono amate dai mariti, raramente li vedono, perché questi non sono mai a casa. Molte soffrono di depressione e alcune giovani temono di sposarsi per non perdere la propria libertà, assaporata magari in un soggiorno all'estero. Questa bella pescivendola, invece, mi ha regalato un sorriso fresco e felice.

Un piccolo treno locale nel Kansai mi porta puntalmente a destinazione. Tutti i giorni, anno dopo anno, quella mano si poggia su quella semplice leva. Mi chiedo cosa pensano l'una dell'altra.

Porto di Yokohama. In una splendida giornata di sole, vedo questo anziano signore sgranare a lungo gli occhi in estasi, osservando apparentemente il nulla; forse inseguiva un sogno o semplicemente quel contemplava quel prezioso cielo azzurro.

 

 

 

 

 

Decapitazione di un tonno congelato allo sconfinato mercato del pesce di Tsukiji, nella baia di Tokyo. In Giappone si mangia pesce ogni giorno e la gigantesca mattanza fa passare la voglia di glorificare l'eccellente cucina nipponica.

 

 

 

 

 

 

Il mercato del pesce è forse il posto più frenetico di Tokyo. Tutti corrono e si rischia di essere investiti dai veloci carrelli elettrici. Ma c'è anche tempo di riposarsi e parlare con calma.

 

 

 

 

 

 

 

 

Un pescivendolo con l'aria da tricheco fa i conti della mattinata, una mansione per lo più riservata alle donne.

 

 

 

 

 

 

 

 

Che bello incrociare sguardi felici, generosi e spiritosi. Beati i nipotini di questo signore.

Akihabara, il quartiere dell'elettronica e dei negozi di animazione. Questo signore probabilmente si ricorda i soldati americani che hanno occupato il Giappone fino al 1952. Chissà quanti di questi avevano la bocca storta...

 

 

 

 

 

 

In Giappone i bambini sono più responsabilizzati che protetti. Chi legge i manga lo sa bene. Dopo numerosi sforzi per alzarsi da sola, anche questa bimba è stata sollevata tra le braccia entusiaste della mamma.

Gente in fila in attesa del puntualissimo treno (la cui entrata sarà esattamente in quel punto), mentre un signore di mezza età legge un manga. Scena banalissima a Tokyo, ma utopica in Italia. La sintesi simbolica di tutti i guai culturali e organizzativi che separano l'animazione italiana da quella giapponese. Ironicamente, al momento dello scatto tutti i treni locali maturavano 15' di ritardo, un evento più unico che raro.

Un vecchio anfratto di Shinjuku. Un'attempata presenza sgattaiola via come un fantasma, assorbito o divorato dagli affari suoi.

 

 

 

 

 

 

 

 

Bambini nel lussuoso quartiere di Ginza. Sono d'accordo con loro: girare per Tokyo col naso all'insù è un vero spasso.